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“L'uomo che non ha fantasia non ha ali per volare.”

(Muhammad Ali)

Scuola Media R. Brogi 1^B Sesto Fiorentino

prof. Andrea Anforini

DALLA MIA FINESTRA... di Riccardo Aiello


Ormai siamo in casa da tanti giorni e dato che non ho un giardino, mi capita spesso di affacciarmi dalla finestra.

A primo sguardo vedo la ferrovia, la Richard Ginori e la sua sirena; ma se si guarda con più attenzione, oltre la fitta nebbia invernale, si può scrutare Monte Morello.

Poco prima c’è una collina alta circa 320m, con due case, qualche chiesa e poco altro; la vegetazione è composta principalmente da ulivi, cipressi.

Alzando lo sguardo posso ammirare la più alta tra le tre cime di Monte Morello; ben 934m. La fauna è composta da cinghiali, volpi, lupi, lepri, cervi, caprioli, fagiani, tassi, puzzole, faine e serpenti come le vipere. La flora da pini, querce, cipressi, ulivi e abeti bianchi; inoltre la roccia è calcarea e risale a 70 milioni di anni fa.

Molto più vicino posso osservare la ringhiera nera, che regge 3 vasi di gerani colorati di rosa e rosso e che si faccia su un giardino.

Oltre il giardino si trova la strada che per metà è occupata dai lavori di ristrutturazione del muro che la divide dalla ferrovia.

Questo è quello che vedo, invece quello che sento è il cinguettare degli uccelli e fra pochi giorni il frinire delle cicale o almeno quando non passa un treno. Questo è quello che succede dalla mia finestra….sicuramente preferirei un giardino, ma anche quello che vedo dalla mia finestra mi piace e mi incuriosisce.




DALLA MIA FINESTRA... di Sofia Berna

 

La finestra della mia camera, dà sul mio giardino che è in una piccola corte interna al nostro condominio formato da cinque famiglie.

Il mio non è un giardino di erbetta verde, ma un lastricato tutto delimitato da bianche fioriere con gelsomini, rose e alloro, che ora che ho tempo annaffio con cura, e così dalla mia finestra riesco a vedere tutti i bei fiori che spuntano dando inizio ad una nuova primavera, e se apro la finestra, posso anche sentirne il profumo.

Poco più a destra della finestra c’è l’amaca dove spesso mi piace dondolarmi leggendo un bel libro, ascoltando la musica o semplicemente immaginando il mio futuro.

Più a destra ancora c’è un piccolo salottino con un divanetto, dove mi piace stare a prendere il sole o la sera prendere un aperitivo con la mia famiglia e chiacchierare.

Siccome siamo poche famiglie, a volte quando apro la finestra sento la mamma che chiacchiera con le vicine e la loro voce mi tiene compagnia; nelle belle giornate, non appena apro la finestra arriva Guido, il cane della vicina a farmi tante feste, e anche lui in questa quarantena è una grande compagnia.




DALLA MIA FINESTRA... POESIA di Riccardo Cassisi


Dalla mia finestra osservo

non di certo un cervo,

ma il mondo esterno

e vi racconterò ciò che vedo su questo quaderno.

In questo periodo così particolare

ci possiamo infettare,

per questo a casa dobbiamo stare.

Se mi affaccio dalla finestra

vedo pioppi e platani sulla destra.

Dal lato opposto ammiro mele, pere e banane

molto buone da mangiare,

è un banchino molto colorato

e la mia mente pensa: “Ci vorrebbe proprio un bel frullato!”

Si tratta di un negozio che vende frutta e verdura…

tutta roba salutare che ci offre la natura.

Di fronte si trova Monte Morello,

con un grande edificio che sembra un castello.

Se abbasso un po’ lo sguardo

vedo persone che si aggiustano la mascherina con un guanto.

Condomìni e alberi ci son lungo il viale,

in questo periodo in cui non si può a fare a meno di sentire il telegiornale.

Poche macchine in circolazione

e la polizia controlla con attenzione.

C’è silenzio e tutto tace,

per le orecchie un po’ di pace,

ma ogni tanto una sirena

ci ricorda la quarantena.

Vedo tante cose dalla finestra,

ma quelle più belle le immagino nella mia testa…

penso a parchi, prati e giardini

dove corrono grandi e piccini.

Mi manca molto la libertà

ma so che presto il virus morirà!




DALLA MIA FINESTRA... di David Gargiani

 

Dalla finestra della mia cameretta mi affaccio aspettando di vedere mio padre che col motorino ritorna dal lavoro. Quando è autunno e gli alberi sono spogli dalla mia finestra riesco a vedere anche un po’ di Monte Morello. Adesso che siamo in primavera gli alberi sono pieni di foglie e attraverso di esse vedo una strada, un parcheggio e un marciapiede. Nei pressi del marciapiede c’è un’area verde, con una collinetta sulla quale sono stati piantati diversi alberi; mentre accanto al marciapiede ci sono un nespolo, delle rose, un cespuglio di alloro e un cipresso piantato da mia zia. Poco più in là svettano tre grossi pioppi piantati da mio nonno quasi trenta anni fa. In questi giorni dalla mia finestra ho anche visto un leprotto marrone (chissà se era maschio o femmina?). Un cane ha provato ha rincorrerlo, ma il leprotto si è salvato.




DALLA MIA FINESTRA... di Lapi Federico

 

Dalla finestra di camera mia vedo via Pozzi, la strada dove abito e un giardino che sta in mezzo a 4 condomini tra i quali anche il mio.

Prima di questa quarantena non ho mai guardato con attenzione il giardino, prima di adesso non ho visto le tante sfumature di verde che lo caratterizzano perché ogni volta che ci andavo a giocare mi concentravo solo sul pallone che dovevo calciare per fare goal al mio babbo.

Oggi invece vedo che il giardino ha macchie di verde più chiare e scure disposte a caso, ci sono tanti alberi tutti con folte chiome e tutti diversi tra di loro, disposti lungo due lati dello stesso come se fossero guardiani messi lì a controllare che non succeda niente; purtroppo sappiamo che tanto è già successo e ancora tanto succederà senza che loro possano fare qualcosa.

Prima il giardino era pieno di bambini e ragazzi a giocare; adesso gli unici a frequentarlo sono i cani con il loro padroni che percorrono i quattro lati tante volte, seguendo lo stesso percorso come se fossero sulle rotaie di un treno.

Anche la strada, via Pozzi, è cambiata tantissimo; è diventata ancora più silenziosa di prima e molto meno colorata.

Prima le macchine delle persone che ci abitano, transitavano continuamente colorando a caso il nero della strada; adesso questa rimane sempre nera e ogni singola macchina con il proprio colore è ferma da una parte e solo pochissime volte la vedo muovere.

Il silenzio, soprattutto la sera è quasi totale, e ripensando a Pitch, l’uomo nero e malvagio, del film “Le 5 Leggende” sento che il buio della notte è molto più avvolgente e scuro di prima.




DALLA MIA FINESTRA... di Samuele Muratore

 

Dalla mia finestra vedo il mio piccolo giardino e la ringhiera del terrazzo è piena di piante di fragole. Nel nostro giardino c’è un albero di ciliegie in fiore e non vedo l’ora di mangiare i suoi frutti. Ci sono poi le mie tartarughe che vanno su e giù a cercare il sole per riscaldarsi, visto che sono appena uscite dalla loro particolare quarantena, chiamata letargo. La prima rosa è sbocciata e sono sicuro che fra poco ce ne saranno tante altre bellissime. Nella strada che vedo dalla mia finestra ci sono tante macchine parcheggiate ma non passa quasi nessuno, neanche a piedi c’è tanto movimento, solo ogni tanto si vede camminare una persona con il suo cane… e tutto questo è molto strano.

Alla ringhiera della mia finestra sventola la nostra bandiera italiana, bella come sempre!




DALLA MIA FINESTRA... di Sofia Puccini

 

Non mi sono mai soffermata più di tanto a guardare cosa c'era fuori dalla finestra di camera mia, mi sembrava sempre scontato.... sapevo cosa c'era.

C'era il mio giardino, la strada davanti, le case dei vicini e subito dietro i campi .

Adesso invece in questo periodo strano, niente è più così scontato, ogni singola cosa ha più valore, soprattutto l'esterno della casa.

La prima cosa che vedo quando apro la finestra è una grande palma. Quando l'abbiamo piantata era piccola ed adesso piano piano sta diventato gigantesca.  Al centro del giardino abbiamo un ulivo, sulla sinistra la casetta in legno costruita dal nonno per contenere tutti gli attrezzi da giardinaggio e poi c'è il prato con le margherite bianche e rosa e i vasi con i fiori colorati.

La strada è sempre vuota in questo periodo, non è mai stata molto trafficata, ma adesso c'è ancora molto più silenzio e passa solo qualche persona ogni tanto per portare fuori il cane o per fare una camminata.

Attraversando la strada, davanti al mio giardino, ci sono altre case, a volte mi chiedo come possono essere fatte dentro, che stanza si nasconde dietro alle finestre che vedo, sono curiosa.

Superate le case ci sono grandi campi coltivati e, purtroppo, una nuova strada molto grande, ma, fortunatamente, abbastanza lontana da non disturbare con il suo rumore.

C'è una parte di me che vorrebbe vedere quelle strade come al solito: con la gente che cammina e con le macchine che viaggiano su e giù.

Invece l'altra parte vorrebbe vedere, per la salute di tutti, le strade vuote.

Se tengo la finestra aperta, dalla mattina fino al tardo pomeriggio, sento i cani che passano davanti al mio cancello: il mio cane abbaia sempre quando passano, chissà cosa pensa!!!

In questo periodo molto silenzioso, sento tanti uccellini cinguettare, e molto spesso in questi giorni viene un merlo per passeggiare nel giardino.

In questi giorni di quarantena mi ritengo molto fortunata a potermi affacciare dalla finestra e vedere il mio giardino colorato e il cielo con le nuvole che si confondono con il sole e formano come dei dipinti.

Ci sono persone che sono chiuse in appartamenti che danno solo sulle strade e vedono solo altre facciate di case e niente di più, di sicuro per loro la quarantena sarà più pesante della mia.




DALLA MIA FINESTRA... di Tinti Caterina

 

In questi giorni sono obbligata a stare a casa, qualche volta sono stata malinconica perché ho ripensato ai bei momenti passati a scuola con i miei compagni, mi mancano i fine settimana passati in campagna. Allora con la mia fantasia ho cercato di uscire di casa, ho guardato attraverso ai vetri e ho visto il mio giardino. Le piante stanno già fiorendo, gli insetti volano; vado oltre guardando avanti e vedo il cantiere e mi ricordo che fino a qualche giorno fa c’erano uomini rumorosi che lavoravano ed ora il silenzio è quasi irreale; dietro c’è la nostra chiesa dove ci ritrovavamo a giocare sulla pista di pattinaggio e non vedo l’ora di tornarci. A quel punto rientro nella mia stanza con il cuore speranzoso che questo tempo di quarantena finisca, perché voglio tornare alla vita di sempre.







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